La diffusione dell’AI Overview nelle SERP
La struttura della SERP di Google è cambiata radicalmente con l’introduzione dell’AI Overview di Google. Oggi una parte sempre più ampia delle ricerche genera una risposta sintetica prodotta dall’intelligenza artificiale direttamente nella pagina dei risultati.
Questo significa che l’utente, prima ancora di visualizzare i classici risultati organici, si trova davanti un riepilogo generato dall’AI che occupa una porzione significativa dello schermo, soprattutto da mobile. Di conseguenza diminuisce la probabilità che l’utente scorra la SERP fino ai risultati organici o clicchi su un sito per approfondire, soprattutto se la risposta generata dall’intelligenza artificiale è percepita come sufficientemente completa.
In Italia l’introduzione dell’AI Overview è avvenuta a marzo 2025. Inizialmente il sistema era attivo solo per un numero limitato di query, ma nel giro di pochi mesi la sua diffusione è aumentata rapidamente. Oggi compare per un numero molto elevato di ricerche, in particolare per query informative e keyword long tail.
Un dato particolarmente interessante emerge da uno studio di Seozoom: solo lo 0,1% dei siti visibili oggi riesce a comparire come fonte nelle risposte dell’intelligenza artificiale. Questo dato evidenzia un cambiamento importante nella competizione SEO. Se prima la sfida era scalare una classifica nella SERP, oggi la competizione si sposta sulla capacità di essere selezionati e citati come fonte dall’AI.
Si tratta di una sfida ancora più complessa perché molte risposte includono fonti provenienti da grandi siti informativi e piattaforme molto autorevoli, come Wikipedia o portali editoriali di grandi dimensioni, che dominano la SERP e vengono frequentemente utilizzati come riferimento principale nelle risposte generate dall’intelligenza artificiale.
Esistono inoltre settori in cui l’AI Overview appare molto più frequentemente rispetto ad altri. Tra questi spicca il settore della salute, dove gli utenti cercano spesso informazioni, rimedi o spiegazioni su sintomi e condizioni mediche. In questi casi le ricerche assumono spesso la forma di query long tail e domande specifiche, un contesto ideale per l’attivazione delle risposte generate dall’AI.
Differenze tra AI Overview e SERP tradizionale
Il funzionamento dell’AI Overview è profondamente diverso rispetto a quello della SERP tradizionale.
Nella SERP classica il ranking dei risultati è determinato da numerosi fattori SEO, tra cui l’autorevolezza del dominio, la qualità dei backlink, la pertinenza del contenuto e la presenza delle keyword all’interno della pagina.
Nel caso dell’AI Overview, invece, il sistema non si limita a classificare le pagine ma seleziona specifiche fonti dalle quali estrarre informazioni per costruire una risposta sintetica. L’obiettivo non è mostrare una lista di risultati, ma generare direttamente una risposta che riassuma le informazioni disponibili sul web.
Questo cambia radicalmente il modo in cui i contenuti vengono utilizzati all’interno della SERP.
L’impatto dell’AI Overview sul CTR
L’introduzione dell’AI Overview ha avuto un impatto significativo sul CTR dei risultati organici. Il cambiamento più evidente riguarda proprio il comportamento degli utenti all’interno della SERP. Quando una risposta completa viene fornita direttamente nella pagina dei risultati, molti utenti trovano già le informazioni di cui hanno bisogno senza dover aprire un sito esterno. Il riepilogo generato dall’intelligenza artificiale tende infatti a essere strutturato per offrire una risposta il più possibile esaustiva e immediata alla domanda dell’utente.
Questo fenomeno si inserisce in una tendenza più ampia: gli utenti tendono sempre più a cercare risposte rapide e immediate, senza approfondire ulteriormente. Spesso la prima risposta che trovano viene percepita come sufficiente e accettata come valida, senza verificare la fonte o consultare contenuti più approfonditi. L’intelligenza artificiale risponde perfettamente a questa esigenza di sintesi e velocità, non solo attraverso l’AI Overview ma anche tramite altri strumenti generativi sempre più diffusi.
Secondo uno studio di Ahrefs, la presenza dell’AI Overview può ridurre i clic organici fino al 58%. Già ad aprile 2025 era stata stimata una diminuzione del 34%, ma i dati più recenti mostrano un impatto ancora maggiore. Questo significa che molte ricerche stanno diventando zero-click searches, ovvero ricerche che si concludono senza alcun clic su un risultato organico. L’utente ottiene la risposta direttamente nella SERP e non ha più la necessità di visitare un sito.
Per i siti web questo rappresenta un cambiamento importante: se prima una query poteva generare 100 clic, oggi più della metà di quel traffico può andare persa. Di conseguenza la SERP non è più progettata principalmente per generare traffico verso i siti, ma per fornire direttamente una risposta all’utente.
In questo scenario, l’obiettivo non è più solo ottenere il clic, ma essere presenti tra le fonti citate nelle risposte dell’intelligenza artificiale.
La nuova logica della visibilità: non più ranking ma citazione
Con l’introduzione dell’AI Overview cambia anche la domanda fondamentale della SEO. Non si tratta più soltanto di chiedersi come arrivare in prima posizione su Google, ma piuttosto come essere citati nelle risposte generate dall’intelligenza artificiale.
Potrebbe sembrare logico pensare che i siti presenti nella top 10 della SERP abbiano automaticamente più possibilità di essere citati nelle risposte AI. In realtà non è sempre così. Diversi studi hanno dimostrato che la posizione nella SERP tradizionale non garantisce necessariamente la presenza tra le fonti dell’AI Overview.
Può accadere, ad esempio, che un sito in prima posizione non venga citato perché il contenuto non è facilmente interpretabile dall’intelligenza artificiale, oppure perché l’articolo è troppo lungo, poco strutturato o dispersivo. Al contrario, una pagina che si trova in settima o ottava posizione potrebbe essere selezionata come fonte se presenta informazioni più chiare, sintetiche e facilmente estraibili.
L’intelligenza artificiale analizza infatti i contenuti disponibili sul web e seleziona quelli che risultano più comprensibili, strutturati e affidabili. Oltre alla qualità del contenuto, entrano in gioco anche fattori come l’autorevolezza del dominio e la riconoscibilità del brand.
Per questo motivo le citazioni nelle risposte AI stanno diventando un nuovo KPI da monitorare. Essere menzionati come fonte nelle risposte generate da Google può contribuire ad aumentare la percezione di autorevolezza, la reputazione del brand e la visibilità complessiva del sito.
Questa metrica si affianca quindi ai KPI SEO tradizionali, come traffico organico, numero di keyword posizionate o visibilità nelle SERP, e può essere monitorata tramite strumenti come Seozoom, Semrush e Google Search Console.
SEO e GEO: due livelli della visibilità nelle risposte AI
Il termine SEO (Search Engine Optimization) è ormai consolidato e indica l’insieme di tutte le attività tecniche, strategiche e semantiche finalizzate a migliorare la visibilità di un sito nei motori di ricerca.
Negli ultimi anni si è diffuso anche un nuovo concetto: GEO (Generative Engine Optimization). Con questo termine si intendono tutte le attività di ottimizzazione mirate a rendere i contenuti facilmente utilizzabili e citabili dai motori di ricerca generativi.
In altre parole, la SEO continua a svolgere un ruolo fondamentale perché permette a un sito di essere correttamente indicizzato, interpretato dai crawler e considerato tra i candidati per una determinata query.
La GEO entra in gioco in una fase successiva: il suo obiettivo è convincere l’intelligenza artificiale a citare quel contenuto come fonte nelle proprie risposte.
Per questo motivo SEO e GEO non sono discipline alternative, ma complementari. La SEO rende il contenuto visibile e idoneo a comparire tra i risultati, mentre la GEO ne aumenta le probabilità di essere selezionato e utilizzato nelle risposte generate dall’AI.
Come Google sceglie le fonti negli AI Overview
La selezione delle fonti nelle risposte dell’AI Overview avviene attraverso un processo composto da diversi passaggi.
Il primo step consiste nell’analisi della query inserita dall’utente. In questa fase entra in gioco un meccanismo noto come query fan-out, attraverso il quale l’intelligenza artificiale scompone la query principale in una serie di sotto-domande correlate. Questo permette al sistema di identificare i diversi aspetti dell’argomento e raccogliere informazioni più complete.
Nel secondo step viene generato un elenco di siti candidati che trattano l’argomento cercato dall’utente. Si tratta di pagine che Google ritiene potenzialmente utili per rispondere alla domanda.
Successivamente questi contenuti vengono filtrati secondo i criteri dell’E-E-A-T (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness), ovvero esperienza, competenza, autorevolezza e affidabilità.
Solo dopo questo processo di analisi e selezione vengono individuate le fonti più rilevanti che verranno citate nella risposta dell’AI Overview.
In sintesi:
Google seleziona le fonti degli AI Overview analizzando la query dell’utente, individuando siti candidati e filtrandoli secondo criteri di autorevolezza, pertinenza e qualità del contenuto. Le pagine che offrono risposte chiare e ben strutturate hanno maggiori probabilità di essere citate.
Che tipo di contenuti vengono citati dall’AI Overview
Come accennato in precedenza, l’AI Overview compare principalmente per query informative e domande espresse dagli utenti. Di conseguenza i contenuti citati come fonte tendono ad avere alcune caratteristiche ricorrenti.
Le pagine selezionate sono generalmente quelle che rispondono in modo diretto e completo all’intento di ricerca, con informazioni chiare e facilmente interpretabili. L’intelligenza artificiale tende a privilegiare contenuti strutturati, leggibili e ben organizzati, dai quali è semplice estrarre risposte sintetiche.
Tra i principali fattori che favoriscono la citazione di una pagina troviamo:
pagine che rispondono in modo completo e specifico a un intento di ricerca
contenuti ben strutturati e facilmente leggibili
presenza di dati originali e aggiornati
articoli non generati interamente dall’AI
autorevolezza del dominio
rispetto dei principi E-E-A-T
copertura ampia di un argomento con approfondimenti correlati
risposte alle domande frequenti degli utenti
buone performance tecniche del sito (velocità di caricamento, Core Web Vitals, accessibilità)
In generale vengono citate soprattutto guide complete, tutorial step-by-step, pagine con FAQ, analisi e contenuti ricchi di dati.
Cosa non influisce particolarmente sulla selezione
Alcuni fattori SEO tradizionali sembrano avere un impatto meno diretto sulla selezione delle fonti da parte dell’AI Overview.
Tra questi:
il numero di backlink
la densità della keyword principale all’interno del testo
Questo non significa che tali fattori non siano più rilevanti per la SEO, ma indica che la logica di selezione delle fonti nelle risposte AI segue criteri in parte diversi rispetto al ranking classico.
Contenuti pillar come strategia principale
Un altro aspetto importante riguarda la struttura dei contenuti all’interno di un sito. In molti casi è preferibile creare un contenuto completo e approfondito su un determinato argomento piuttosto che pubblicare numerosi articoli brevi che trattano temi molto simili tra loro.
Quando esistono più pagine con contenuti sovrapposti si rischia infatti una forma di cannibalizzazione tematica, che rende più difficile per l’intelligenza artificiale capire quale pagina rappresenti la fonte principale più autorevole.
Inoltre la proliferazione di contenuti simili può portare a uno spreco di crawl budget, con effetti negativi sulla percezione complessiva della qualità del sito. Per questo motivo spesso è più efficace costruire contenuti pillar ben strutturati, capaci di coprire un intero argomento con approfondimenti e sezioni dedicate ai diversi sotto-temi.
I social media nelle risposte AI
Un aspetto meno evidente ma molto rilevante riguarda il ruolo dei social media nelle risposte generate dall’intelligenza artificiale.
Circa il 9% della visibilità nelle AI Overview è concentrato in soli 10 siti, tra cui compaiono diverse piattaforme social. Tra queste, YouTube è uno dei siti più citati in assoluto. Le analisi condotte da Seozoom mostrano che Google utilizza spesso contenuti generati dagli utenti come fonte di informazioni. Questo significa che, oltre ai siti web tradizionali, l’intelligenza artificiale può attingere anche a contenuti presenti sui social network.
In particolare:
YouTube viene utilizzato soprattutto per video informativi o tutorial
Facebook può essere utilizzato per recensioni, opinioni o discussioni presenti nei gruppi
In questi casi l’AI non utilizza i social per trovare informazioni completamente nuove, ma piuttosto per individuare segnali di esperienza diretta, opinioni degli utenti e validazione sociale delle informazioni.
AI Overview e AI Mode: differenze
Oltre all’AI Overview, Google sta sviluppando anche una modalità chiamata AI Mode.
In questo caso l’esperienza di ricerca diventa completamente conversazionale. L’utente non visualizza più una SERP tradizionale ma interagisce direttamente con un assistente basato su Gemini, che fornisce risposte alle domande e permette di continuare la conversazione con ulteriori approfondimenti. L’utente può chiedere chiarimenti, esplorare fonti e approfondire l’argomento attraverso un dialogo continuo con l’intelligenza artificiale.
In questo scenario il motore di ricerca si avvicina sempre di più a un vero e proprio assistente digitale che ricerca, sintetizza e organizza le informazioni per l’utente.
L’AI Overview è affidabile? I limiti
Nonostante i vantaggi in termini di velocità e sintesi, l’AI Overview presenta anche alcuni limiti importanti.
Tra i principali:
possibili errori nelle informazioni
sintesi imprecise o semplificate
perdita di contesto rispetto alla fonte originale
Come accade con molti sistemi di intelligenza artificiale, non è sempre possibile essere certi al 100% dell’accuratezza delle risposte generate. L’affidabilità delle informazioni dipende da diversi fattori, tra cui la qualità delle fonti disponibili online e la quantità di contenuti presenti su un determinato argomento. Nei casi in cui esistono poche fonti o informazioni limitate, il rischio di imprecisioni aumenta. Per questo motivo, soprattutto su temi complessi o sensibili, è sempre consigliabile verificare le fonti citate e consultare direttamente i contenuti originali.
Conclusione
L’introduzione dell’AI Overview non segna la fine della SEO, ma rappresenta una trasformazione profonda del modo in cui funziona la visibilità nei motori di ricerca. La SEO non riguarda più soltanto il posizionamento nelle SERP, ma sempre più la capacità di diventare una fonte affidabile per le risposte generate dall’intelligenza artificiale.
In questo nuovo scenario l’obiettivo non è solo ottenere clic, ma costruire contenuti autorevoli, strutturati e utili che possano essere selezionati e citati nei riepiloghi dell’AI.
La SEO quindi non scompare: cambia funzione, passando da una logica basata esclusivamente sul ranking a una strategia orientata alla citazione e alla costruzione dell’autorevolezza nel proprio settore.
Domande frequenti (FAQ)
Cos’è l’AI Overview di Google?
L’AI Overview è una funzionalità di Google che utilizza l’intelligenza artificiale per generare una risposta sintetica direttamente nella pagina dei risultati di ricerca. Invece di mostrare solo una lista di link, Google analizza diverse fonti presenti sul web e crea un riepilogo che riassume le informazioni principali relative alla query dell’utente. Questa risposta appare nella parte superiore della SERP e include spesso collegamenti alle fonti utilizzate per costruire il riepilogo. L’obiettivo è fornire una risposta immediata e completa senza che l’utente debba necessariamente visitare più siti web. L’AI Overview è basata sui modelli generativi di Google e rappresenta uno dei cambiamenti più importanti nel modo in cui le informazioni vengono presentate nei motori di ricerca.
Quando appare l’AI Overview nei risultati di Google?
L’AI Overview appare principalmente per ricerche informative e domande specifiche. È più frequente nelle query long tail, dove l’utente cerca spiegazioni, definizioni o approfondimenti su un determinato argomento.
L’AI Overview riduce il traffico organico dei siti?
Diversi studi indicano che la presenza degli AI Overview può ridurre il numero di clic sui risultati organici, perché gli utenti trovano già le informazioni nella risposta generata dall’intelligenza artificiale. Per questo motivo diventa sempre più importante comparire tra le fonti citate.
Come fare SEO per comparire negli AI Overview?
Per comparire negli AI Overview è necessario creare contenuti chiari, autorevoli e ben strutturati. Le pagine che rispondono direttamente alle domande degli utenti, coprono un argomento in modo completo e includono dati affidabili hanno maggiori probabilità di essere selezionate come fonte nelle risposte generate dall’intelligenza artificiale.